La storia di KORG
La sede centrale della Korg si trova a Tokyo in Giappone. La compagnia si affida ad una rete di distributori che operano in tutto il mondo. Il distributore in Italia è la Syncro di Numana (An) facente parte del gruppo SY che include fra gli altri Symedia (struttura di assistenza post-vendita e marketing) e Synova (struttura di distribuzione chitarre ed ampli per chitarre, bassi ed ampli per bassi, mixer, p.a. systems, microfoni).

I primi anni.

Oggi la Korg ha uffici in Giappone, Regno Unito, America ed Italia, ma nei primi anni ’60 Tsutomu Katoh, il fondatore della compagnia, era proprietario di un night club. Tadashi Osanai, un noto fisarmonicista giapponese, si esibiva regolarmente nel suo locale utilizzando una rhythm machine Wurlitzer Sideman. Osanai, ingegnere diplomato presso la prestigiosa università di Tokyo, non era completamente soddisfatto di questa macchina e, certo di potersene costruire una migliore, convinse Katoh a finanziare l’impresa.

Nel 1962 Katoh affittò un piccolo locale lungo la linea ferroviaria Keio dove Osanai assieme a quattro assistenti lavorarono per sviluppare la nuova rhythm machine. La nuova impresa venne chiamata Keio Electronic Laboratories. Il nome Keio venne utilizzato a causa della vicinanza del laboratorio alla omonima ferrovia ma anche perché esso rappresentava la combinazione delle iniziali dei nomi dei due fondatori.

Nel 1963 la Keio presentò il suo primo prodotto: il Disc Rotary Electric Auto Rhythm Machine detto anche Donca-matic DA20. Si narra che il soprannome Donca venne dato da Katoh nel momento in cui la sentì suonare per la prima volta, simulando con un "donca donca" il suono emesso dalla apparecchiatura. Sebbene rapportata con gli standard attuali possa ora sembrare primitiva, la macchina ai suoi tempi fece sensazione. Nel 1966 la compagnia effettuò la transizione dalla tecnologia elettromeccanica a quella allo stato solido (transistors) con la introduzione del Donca-matic DE20.

Nel 1967 Katoh venne contattato da Fumio Mieda, un ingegnere intenzionato a sviluppare tastiere musicali. Positivamente impressionato dall’entusiasmo e dal talento di Mieda, Katoh gli affidò il primo mandato dicendogli: "Vai a casa e progetta una tastiera che possiamo costruire e vendere!!!". Diciotto mesi più tardi l’ingegnere si ripresentò al laboratorio con un prototipo di organo. Al contrario della maggior parte degli organi sul mercato questo prototipo aveva la possibilità di programmare le voci. Ne vennero prodotti e venduti cinquanta con il nome Korg, un nome derivato dalla combinazione delle parole Keio e Organ.

Gli anni Settanta e i synth analogici.

Attraverso gli anni ’60 e ’70 il mercato degli organi crebbe rapidamente e venne dominato da grandi compagnie che rispondevano ai nomi di Balwin, Hammond, Wurlitzer e Lowrey. Katoh fu stimolato ad entrare con la sua piccola impresa in concorrenza con questi giganti. Ma si fermò a riflettere quando un musicista giapponese che aveva studiato alla Berklee School of Music gli disse che il suo organo non era poi così differente da un sintetizzatore (a quel tempo il mercato del sintetizzatore era molto specializzato e presieduto da piccole fabbriche in fase di sviluppo).

Di conseguenza nel 1973, utilizzando molti dei concetti presenti nell’organo progettato da Mieda, la compagnia introdusse il Mini-Korg, un sintetizzatore monofonico. Il successo di questo strumento indusse Katoh a investire consistenti risorse nello sviluppo di altri sintetizzatori. E infatti nel periodo fra il 1973 e il 1977 la compagnia sviluppò dozzine di nuove tastiere che portavano il nome Korg. Nel 1975 venne introdotto il Maxi-Korg e il PS900 polifonico e dotato di preset. Un anno dopo vennero lanciati i PE1000 (polyphonic ensemble) e il PE2000 (polyhonic ensemble orchestra). Il PS3300 arrivò nel 1977 e viene, analogamente a quanto succede per MS10 ed MS20 che furono introdotti nel mercato nel 1978, tuttora utilizzato da numerosi artisti che operano nel campo della dance e della techno.

La innovazione non venne limitata solamente al mondo degli strumenti musicali. Nel 1975 la Korg introdusse il primo accordatore portatile elettronico, il WT10. Gli accordatori elettronici sono oggi molto diffusi ed è difficile da immaginare la sensazione che creò questo nuovo apparecchio che offriva grande precisione a ogni genere di musicista.

Gli anni Ottanta, l'era delle workstation.

Prima del 1979 i sintetizzatori erano generalmente monofonici e difficili da programmare. La Korg assieme ad altre industrie aggirarono in parte il problema creando delle macchine polifoniche dotate di preset ma per questo non programmabili. Nel 1979 la Sequential Circuits rivoluzionò l’industria del sintetizzatore con il Prophet 5, il primo strumento programmabile, polifonico e facile da utilizzare. Unica limitazione il prezzo abbastanza elevato di circa 5000 dollari USA.

La innovazione introdotta dal Prophet 5 venne immediatamente percepita da Mr. Katoh e dagli ingegneri della Korg che iniziarono subito a lavorare ad un prodotto simile. Il frutto di questo lavoro venne presentato nel 1981 e prese il nome di Polisix, uno dei prodotti più significativi nella storia della musica elettronica. Come il Prophet 5 infatti era polifonico (a sei voci) e completamente programmabile, ma la cosa più sorprendente era il suo prezzo (1995 USD) che non aveva precedenti. Finalmente il sintetizzatore era alla portata di "quasi" tutte le tasche. La macchina venne rimpiazzata nel 1982 dal Poly61 che aggiungeva altre caratteristiche.

Nel 1983 la Korg ridefinì ancora una volta il mercato dei sintetizzatori con la introduzione del Poly800. Con un prezzo di circa 795 dollari usa fu il primo sintetizzatore veramente economico ed alla portata di tutti.

Nel 1988 Korg introdusse la M1 Music Workstation. Questa prodotto combinava per la prima volta una tastiera, suoni realistici in PCM, una drum machine, un sequencer e un multieffetto digitale in un singolo involucro. Sicuramente una delle macchine più popolari ed utilizzate di tutti i tempi. Nel tempo l’M1 divenne l’archetipo di una nuova categoria di strumenti musicali: le workstation.

La serie T Music Workstation, introdotta nel 1989, includeva una versione con tastiera ad 88 note pesate, una a 76 e una a 61. Con ampio display, floppy disk, capacità di memoria del sequencer aumentata, una area utente opzionale e un paio di uscite MIDI, la serie T portò il concetto di workstation introdotto dalla M1 al massimo livello.

Gli anni Novanta: verso la sintesi virtuale.

Nel 1989 la Korg rilevò la Sequential Circuits ed utilizzandone le risorse umane e tecniche creò un nucleo di ricerca e sviluppo con base a Silicon Valley in California (USA). Il primo prodotto sviluppato da questo laboratorio fu la Wavestation che venne introdotta nel 1990. Utilizzando tecnologie come la sintesi vettoriale (Advanced Vector Syntesis) e le Wave Sequences il prodotto, anche oggi molto apprezzato e richiesto nel mercato dell’usato, vinse numerosi premi per la realizzazione tecnica e per le innovazioni introdotte.

La 01/W Music Workstation venne introdotta nel 1991. Anche in questo caso il concetto di workstation venne espanso con il raddoppio della polifonia e delle tracce del sequencer, multieffetti digitali dinamici, ampliamento della quantità di campioni utilizzabili per mezzo di PCM-cards.

Nel 1993 Korg introdusse la X3 Power Music Workstation che offriva un ottimo compromesso fra prestazioni e prezzo. Questo prodotto fu seguito nel 1994 dalla versione a 76 tasti che prese il nome di X2 Power Music Workstation.

Sempre nel 1993 vengono introdotte le prime tastiere ad accompagnamenti di Korg: la "serie i" che comprendeva i3 a 61 tasti, i2 a 76 e i1 con tastiera pesata ad 88 tasti. Peculiarità della serie, oltre la suono tipicamente Korg, una grande flessibilità nel riconoscimento degli accordi, che fino ad allora nessuno era riuscito ad offrire, un grande display, il joystick, controlli analogici di volume per ogni sezione dell’accompagnamento, l'introduzione del concetto di Backing Sequence (ovvero di piccole sequenze, molto semplici da realizzare, basate sull’arrangiamento prodotto dall'unità di accompagnamento).

Korg nel 1995 portò ancora avanti il concetto di workstation con la uscita di Trinity. Fra le grandi innovazioni la possibilità di avere fino ad otto insert effect oltre ai due classici master effect, mentre il display Touch Wiev sensibile al tocco e il "ribbon" controller ridefinirono il concetto di interfaccia utente. La concezione modulare di Trinity permette anche la installazione di opzioni come: Solo Synth che mette a disposizione un generatore monofonico a modelli fisici, PBS-Tri che permette il caricamento di campioni in formato Akai, Aiff e Wav, HDR-Tri che abilita la funzione di hard disk recording con quattro tracce audio e connessioni digitali S/Pdif ed interfaccia Scsi, DI-Tri scheda con uscite digitali in formato ADAT™. L’apparecchio è reperibile nelle versioni a 61, 76 e 88 note con tasto pesato.

Grande interesse suscitò l'introduzione, nello stesso anno, di Prophecy, sintetizzatore monofonico a modelli fisici, e WaveDrum, strumento a percussione con suoni realizzati mediante modelli fisici. Con questi strumenti, Korg si poneva all'avanguardia nel settore delle nuove tecniche di sintesi del suono, che avrebbero avuto una più ampia diffusione negli anni successivi.

Nel 1997 nasce Korg Italy con sede ad Osimo (An). La joint-venture con la casa giapponese venne varata al fine di creare un centro di sviluppo saldamente basato sulla tradizione europea degli strumenti musicali. Lo sforzo prodotto da questo centro di sviluppo ha portato alla creazione, nel primo anno di attività, delle Korg iS40 ed iS50, due prodotti che coniugano il grande suono di Korg ad un prezzo altamente concorrenziale. Come al solito il marchio non si è discostato dalla sua fama di grande innovatore con la introduzione di una look completamente nuovo che gli è valso diversi riconoscimenti su scala mondiale al design industriale.

Grande interesse ha destato nel 1997 la introduzione dello Z1 che ha introdotto la polifonia (a 12 o 18 note a seconda della espansione montata) nel campo dei synth a modelli fisici. Sonorità nuove, controlli analogici rotativi, arpeggiatore polifonico, X-Y ribbon controller, slot per card Pcmcia sono le carte vincenti di questa macchina pensata per i musicisti del ventunesimo secolo.

La storia continua...

Oggi, a quasi quaranta anni dal suo ingresso nel mondo degli strumenti musicali, Mr. Katoh si dedica quotidianamente a soddisfare le esigenze dei musicisti mettendo a loro disposizione strumenti in grado di esprimerne pienamente la creatività.